Il riconoscimento del danno biologico, con il suo diritto di risarcimento, è una conquista del Popolo

italiano.

Tale conquista non può essere considerata soltanto sotto l’aspetto economico ed assicurativo, ma

anche sotto l’aspetto morale e culturale.

L’infortunato è un essere umano, con dei legami sentimentali che possono essere famigliari e no,

con una vita che procede su un binario, e che deraglia in occasione dell’infortunio.

C’è tutto da riprendere: curarsi, raccogliere i cocci di ciò che resta del proprio lavoro, cercare un

lavoro nuovo, magari diverso, l’impossibilità, che a volte è solo temporanea, ma a volte è per

sempre, di dedicarsi ai contatti sociali ed alle attività ricreative precedenti, quante sono le cose che

cambiano a seguito di un infortunio?

Tutto ciò comporta danno ingiusto, e tutto ciò che comporta danno ingiusto è meritevole di

risarcimento.

Per ottenerne l’adeguato risarcimento del danno per incidente stradale o altro bisogna battersi.

Per noi, battersi in favore della dignità umana dell’infortunato è più meritevole che battersi in favore

del portafoglio delle multinazionali assicurative.

 

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